HOME CONTATTI AGENDA NOTIZIE

NOTIZIE


Beltane o Beltaine
Un interessante approfondimento culturale

03/05/2007

Beltane

Nella Ruota Celtica, Beltane (nome latino: Calendimaggio), la cui celebrazione inizia al tramonto del 30 Aprile per concludersi 24 ore dopo, è diametralmente opposta al Samhain, giorno d’Inizio dell’Anno.
I due eventi sono situati a 180° l’uno dall’altro e segnano rispettivamente l’inizio dell’Estate e quello dell’Inverno.
L’Anno celtico si apre proprio con il Samhain che, foriero della stagione fredda, induce a Shan (la Terra nella sua entità animica) il Sonno Creativo che in verità non è che l’elaborazione Spirituale del Nuovo, il momento di preparazione della Rinascita primaverile, recata da Beltane che schiude la porta all’estrinsecazione luminosa della Vita.
Le radici etimologiche del termine vanno ricercate nell’antico gaelico irlandese - Beletene (Fuoco Luminoso) e riconducono alla figura mitologica di Bel, conosciuto anche come Beil o Belenos, il supremo dio della Luce. Letteralmente si traduce “I fuochi di Bel” a voler indicare la vittoria della luce sulle tenebre.
Bealtaine in Irlanda è anche il nome del mese di maggio e la festa coincide con il primo giorno della Primavera.
Beltane, come Samhain, non è solo un momento di transizione stagionale, ma un trapasso cosmico da uno stato all’altro di coscienza e poiché, per legge d’analogia, ogni cambiamento si attua contemporaneamente nel Macro e nel microcosmo che di esso è parte integrante, grazie ad un concatenarsi di reazioni e fusioni atomiche che inducono una seppur caduca sovrapposizione dimensionale, i druidi ritenevano, a ragion veduta, che il quel frangente potessero dischiudersi le nebbie tra i mondi e si potesse entrare in contatto con il regno degli Spiriti e quello delle Fate.
Il significato primario della Festa è dunque l’Unione o meglio Ri-Unione…Ri-Unione Cosmica dimensionale, Ri-Unione di Sole e Terra, Ri-Unione del Maschile al Femminile…Ri-Unione di ciò che in origine era l’Uno e che poi si è diviso per tornare un giorno ad essere di nuovo Uno.
Tale ciclo veniva riprodotto durante i festeggiamenti, quando la Dea Madre, unitasi alla Sacerdotessa giaceva con il Re unitosi a sua volta al Dio Sole.
Così la Terra, fecondata dai raggi solari avrebbe generato i suoi frutti per nutrire i suoi abitanti e ricevere da essi rispetto e dedizione.
Tale rito codifica lo scambio che quotidianamente avviene tra il nostro Pianeta e l’Astro luminoso affinché sia garantita la Vita.
In onore di Bel venivano accesi, con ben sette legni diversi, due fuochi al lato del sentiero sul quale veniva fatto passare il bestiame affinché fosse purificato e protetto dalle malattie prima di essere condotto ai pascoli dopo lo svernamento.
"Quando la Ruota incomincia a girare
comincino i fuochi di Beltain a bruciare.”
I Druidi si riunivano nelle Selve tra le sacre Querce. Il gutuater levava le antiche invocazioni, lo uati traeva gli auspici dagli astri e dal falò, mentre i bardi cantavano alla Luna.
Essendo astrologicamente l’immagine speculare di Samhain, dove l’accento era sull’esaltazione di Mercurio nel segno dello Scorpione ad indicare la Semente discesa dal cielo sorretta da valori maschili (Marte e Plutone) che opera la rinascita di un nuovo ciclo, a Beltane abbiamo l’esaltazione di Giove in Toro, sorretto da Venere e Proserpina, i due pianeti femminili dello Zodiaco ad indicare le massime espansione e moltiplicazione.
Così come la stagione mostra la trasformazione della fioritura nell’inizio della fruttificazione, Beltane apre la Via Spirituale all’Albero, cioè ad una delle più grandi conquiste del Cammino Iniziatico.
Il passaggio dal Toro ai Gemelli, infine, con l’esaltazione di Plutone indica la fluidità e la disponibilità delle forze creatrici, affiancate da Mercurio e da Pan, ossia l’inizio della condensazione nel frutto.
Con Beltane inizia infatti la fase coagula dell’Opera che porterà prima ai Frutti più preziosi poi al volo trionfale della Fenice.
Dall’Albedo di Imbolc e Equinox, fase solve , si entra nella Rubedo, nella parte più profonda del Percorso, in cui quanto appreso precedentemente, si deve mettere in pratica per conseguire traguardi ancor più importanti; ora le energie raccolte devono essere canalizzate affinché l’azione possa concretizzarsi.
Nella Wicca è il periodo della propiziazione dell’Amore, della Fortuna e della Guarigione in cui si adornano i cespugli del biancospino con nastri rossi emblema di passione e si danza attorno alla Betulla o alla Quercia, simbolo celtico di unione dei tre mondi, su cui nasceva il vischio, figlio della Folgore.
Si passa tra due fuochi per essere purificati e rinvigorire il corpo, o si celebra il seguente antico rituale:
si accende un fuoco o in mancanza di esso una candela rossa, pronunciando l’invocazione"Signore del Bosco porta i tuoi doni di fecondità perché la terra si desti dal suo sonno"; si accende poi un secondo fuoco a sinistra del primo, o una candela verde, dicendo:"Bella Signora della Terra, gioisci. Il Grande Cervo viene a cercare la sua sposa perché l'estate è arrivata".
Poi si passa in mezzo tra i due fuochi o tra le due candele per tre volte, accogliendo l’estate gridando "Bel!".
Si medita sui misteri della fertilità e si conclude consumando vino e dolci, avendo cura di lasciarne una parte per Madre Terra che verrà lasciata in un bosco o nel giardino.


Il grande simbolo di Beltane è l’Albero della Vita o Albero Cosmico che ritroviamo in tutte le Tradizioni. Pensiamo all’Asvattha (Katha Upanisad), al Kishanu cresciuto in Eridu (Babilonia), ad Yggdrasil, il frassino destriero di Odino della tradizione norrena, alle cui radici si trova un Serpente e alla cui sommità un’Aquila.
L’Albero rappresenta esotericamente sia il Macro che il microcosmo, secondo il principio più volte citato dell’analogia: “quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula rei unius”. È una fitta rete che connette dimensioni diverse, la rete che unisce Spirito e materia, alto e basso, Aquila e Serpente.
Nell’iconografia norrena, troviamo anche altri animali tra cui lo scoiattolo che si arrampica per il tronco, il falco situato tra gli occhi dell’Aquila, i 5 Cervi ed altri.
L’Aquila è un simbolo solare che rappresenta la divinità sul piano universale e l’intelletto su quello individuale.
Dante la definisce “uccello di Dio”, Jung “altitudine”. Nella simbologia cristiana è legata a Giovanni Evangelista, colui che era in collegamento diretto con Dio e nello Sciamanesimo è l’iniziatrice e la guida delle azioni mediche. Nel volo della Fenice essa rinasce sempre ad un livello superiore.
Il Serpente è il ciclo delle morti e delle rinascite, l’Ouroboros, una ruota che gira all’infinito divorandosi e rigenerandosi, è la forza cieca ed istintiva che replica se stessa all’infinito attraverso gli esseri viventi.
Esso è l’emblema della forza viscerale che il Cavaliere Iniziato deve riuscire a dominare per accedere all’Albero della Vita ed ascendere.
Lo scoiattolo è un simbolo mercuriale, il messaggero che trasferisce le informazioni tra i mondi, è il quanto della fisica.
Se l’Aquila è il dono dell’intelletto, il Falco posto tra i suoi occhi è la coscienza, mentre il Cervo è l’elemento di mediazione tra Macro e micro-cosmo. Le sue corna dendritiche ricordano i rami degli alberi e come questi crescono e si rinnovano.
È singolare notare come i Re Celti, ai tempi del Pendragon, recassero i serpenti tatuati ai polsi ed avessero affiancato al loro stendardo con il drago, quello con l’aquila ereditato da Roma.


Oltre all’Albero Cosmico, simbolo chiave di Beltane è la croce decussata “X”, detta anche “croce di Sant’Andrea”, simbolo di moltiplicazione in matematica.
Analizzandolo, non si può fare a meno di notare che rappresenti due triangoli uniti nel centro per il vertice.
Gli Alchimisti ponevano in questa fase coniunctio, l’unione ierogamica del Re e della Regina, ergo congiunzione e moltiplicazione.
E’ la trasformazione alchemica che si attua nel cuore ove si incontrano e si uniscono le energie provenienti dall’alto, attraverso il VII chakra, corona, e dal basso, attraverso il I, muladhara.
L’Albero cosmico e la Croce decussata sono in verità due modi di rappresentare lo stesso concetto.
Nell’Albero della Kabbalah dopo la caduta di Adamo, il Serpente, che prima dormiva ai suoi piedi, risale e blocca tutti i sentieri.
L’essere umano, prima in grado, grazie ai suoi 12 filamenti di DNA estesi (che oggi appaiono monconi, tranne l’unica elica rimasta) era in grado di interagire multidimensionalmente, poi il c.d. cervello R (componente rettiliana) ha inibito tali capacità, chiudendo le comunicazioni (vie d’accesso e di collegamento agli altri rami dell’albero) e determinando la percezione della solitudine, causata dalla cecità in cui Adamo era caduto.
La risalita può avvenire solo ricollegando le varie sephire mediante la Via della Freccia o del Kundalini, il risveglio e l’elevazione del serpente, grazie alla quale si possono ricollegare i chakra, ricongiungendosi anche a quelli di Shan, la Terra, e dell’Universo, per tornare ad essere Uno.
L’Albero è la Via che comprende tutte le Vie, è la grande memoria e nel contempo la struttura dell’Universo, esteso in ogni sua dimensione, in ogni tempo e in ogni luogo.
Nell’iconografia gli Dei escono sempre da un albero e ritornano alla loro dimensione attraverso esso.
Nel festival (così vengono dette le feste nell’Ars Magicae) di Beltane si deve realizzare la fase alchemica di coniunctio, ovvero l’apertura della Via della Freccia in virtù della quale l’Aquila potrà sapere, grazie allo Scoiattolo, ciò che il Serpente, dice.
Non voglio fare una lezione di fisica biologica, ma le cellule del nostro organismo, grazie a dei fantastici organelli, i microtuboli, riescono a comunicare tra di loro e ad influenzarsi in perfetta sincronicità secondo il principio della risonanza. Così come sono in sincronicità gli organi e i sistemi dell’organismo, lo è l’organismo stesso con l’Universo perché lo è sempre stato, è solo che deve ritrovare la sua consapevolezza.
Il Dna ha subito delle modificazioni genetiche, ma non è mutilato per sempre, come molti hanno ipotizzato. Esso muta in relazione agli stimoli esterni, ovvero risponde. Il fatto che non abbia più fisicamente le 12 (o 13 in taluni casi) eliche, non vuol dire che esse non possano ricomparire… L’organo è dato dalla funzione, non è il contrario! Se una funzione è necessaria, l’organo una parte di esso risponde adeguandosi, modificandosi, ampliandosi, scomparendo o riformandosi se necessario. Pensiamo al fegato che, data la miriade delle funzioni che compie è in grado di ricrescere se in parte asportato.
Inoltre (la riflessologia ce ne dà ampia dimostrazione), su un piano energetico la parte mutilata rimane e l’organismo continua ad averne percezione. Ciò vuol dire che, essendo presente su un piano dimensionale più elevato, può essere ricreata su un piano fisico più basso, vibrazionalmente parlando, poiché sappiamo che la materia non è che la condensazione di un concetto dell’essere più alto.
La riflessione che voglio indurvi è che la coniunctio non è nulla di astratto e che il concetto di spiritualità è perfettamente integrato nella scienza fisica. Inoltre l’antropologia, la filosofia, le scienze matematiche e geometriche, le stesse religioni non sono che codificazioni di un’unica ed inconfutabile Verità.
Tutto è in perfetta sintonia ed ogni essere vivente segue un modello preesistente univoco da cui deriva la già citata frase smeraldina: “quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula rei unius”.
Beltane è dunque la fase di apertura alle correnti praniche cosmiche, mettendo in pratica quanto appreso nelle fasi precedenti del percorso iniziatico che, nell’Anno Magico sono rappresentate da Samhain (Ognissanti), Yula (Saturnali, Solstizio d’inverno), Imbolc (Candelora), Vernal Equinox (Equinozio di Primavera).
A Midsummer’s Eve (Solstizio d’Estate) il percorso continuerà con la discesa della scintilla divina attraverso la porta solstiziale, come avremo modo di comprendere quando parleremo dell’evento.


Gli echi del Grande Albero vivono in molte usanze popolari in cui, ovviamente, l’aspetto esoterico è stato eclissato da una molto più evidente magia agreste. Ecco quindi che la maggior parte dei riti popolari del Calendimaggio aveva valenza propiziatoria del raccolto.
In alcune località del nord Italia e della Francia, l’usanza più diffusa era quella di adornare, nella piazza del villaggio, un albero di fiori e frutti e di bruciare quello dell’anno antecedente le cui ceneri, alle quali erano attribuite virtù fertilizzanti ed apotropaiche, venivano cosparse per i campi.
In altri luoghi si celebravano il Re e la Regina di Maggio, secondo il modello del Re Cervo e della Sacerdotessa: venivano scelti due giovani sani e robusti che, insieme agli altri correvano, danzavano intorno all’albero e guidavano processioni lungo i campi allo scopo di renderli fecondi. In alcuni casi seguiva una vera ierogamia, come accadeva durante i Floralia, le feste delle Calende di Maggio dell’antica Roma dedicate a Flora e all’abbondanza.


Silvia Girotti

[torna alla sezione notizie]

 

IL POLITICO

SITI CONSIGLIATI

Andrea De Priamo
info@andreadepriamo.it