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ALLARME MENINGITE
L’informazione per la tranquillità dei cittadini

09/03/2008



Meningite:
l’informazione per la tranquillità dei cittadini



 



Negli ultimi giorni al quartiere Torrino
abbiamo purtroppo assistito alla conclamazione di tre casi di meningite
batterica. A farne le spese sono stati tre bambini della Scuola materna ed
elementare dell’Orsa Maggiore.



Fortunatamente le condizioni dei piccoli
sono buone ed il pericolo sembra essere scongiurato.



La ASL ha provveduto martedì scorso alla
disinfezione accurata dei locali.



 



Meningite,
conosciamola



La meningite è un’infiammazione delle
meningi, le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale.



È generalmente di origine infettiva e può
essere causata da virus, batteri o addirittura funghi.



La forma virale, detta anche meningite
asettica, solitamente non ha conseguenze gravi e si risolve tranquillamente
nell’arco di 7-10 giorni. La forma batterica è più seria e necessita di un
tempestivo intervento. 



Il periodo di incubazione della malattia
varia a seconda del microrganismo causale, dai 3 ai 6 giorni per la forma virale
e dai 2 ai 10 giorni per quella batterica.



La patologia è contagiosa solo durante la
fase acuta e nei giorni immediatamente precedenti l’esordio.



 



Cause e agenti patogeni



I batteri che causano la meningite sono
tre:



 



Neisseria
meningitidis

(meningococco), che nella maggior parte degli individui sani alberga nel naso e
nella gola senza che essi presentino alcun sintomo. Tale presenza non implica
assolutamente che ci si ammalerà, né predispone ad un rischio maggiore.



La
trasmissione avviene per via respiratoria ed il rischio di sviluppare la
malattia sembra essere maggiore in coloro che hanno ricevuto il batterio da
poco, rispetto a chi invece lo ospita in modo innocuo da più tempo.



Esistono 13
diversi sierogruppi di meningococco, ma solo 5 - A, B, C, W 135 e Y - causano
meningite e altre malattie gravi. In Europa i sierogruppi B e C sono i più
frequenti.



I malati di
meningite sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia
antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa e perché avvenga è
necessario un contatto stretto o prolungato.



In tal caso
è opportuno sottoporsi a profilassi antibiotica.



Tale
trattamento è raccomandato a:



conviventi,




frequentatori della casa del malato,



coloro che
nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti salivari,



sanitari
esposti alle secrezioni respiratorie del paziente.



È inoltre
opportuno sorvegliare per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente, i
contatti.



 




Streptococcus pneumoniae

(pneumococco), dopo il meningococco, uno degli agenti più comuni della
meningite. Può causare inoltre polmonite o infezioni delle prime vie
respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via
respiratoria e può albergare nel naso o nella gola senza causare alcuna
malattia.



Le meningiti
da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi
antibiotica dei contatti.



 



Haemophilus
influenzae

tipo b (emofilo o Hib), fino alla fine degli anni
Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con
l’introduzione della vaccinazione specifica i casi si sono notevolmente ridotti.



In caso di
questo tipo di meningite è indicata la profilassi antibiotica dei contatti
stretti.



 



Per quanto riguarda la meningite virale,
gli agenti più frequenti sono herpes virus ed enterovirus.



 



La meningite di origine fungina si
manifesta invece soprattutto in persone con deficit della risposta immunitaria
quali possono essere i malati di Aids.





Sintomi e diagnosi



I sintomi della meningite sono
indipendenti dall’agente causante.



I più tipici includono:



·        


irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale)



·        

febbre alta



·        

mal di testa



·        

vomito o
nausea



·        

alterazione
del livello di coscienza



·        

convulsioni.



 



L’identificazione del microrganismo
responsabile viene effettuata su un campione di liquido cerebrospinale o di
sangue.



 



Fattori di rischio e possibili
complicazioni



Tra i fattori di rischio per lo sviluppo
della meningite batterica vanno elencati:



età:
le forme da meningococco interessano, oltre i bambini piccoli, anche gli
adolescenti e i giovani adulti, mentre le meningiti da pneumococco colpiscono
soprattutto gli anziani



vita di
comunità
:
le persone che vivono e dormono in ambienti comuni o affollati sono esposte ad
un rischio maggiore di meningite da meningococco



fumo ed
esposizione al fumo passivo



altre
infezioni delle prime vie respiratorie
.



La malattia può avere complicazioni anche
gravi, con danni neurologici permanenti, come la perdita dell’udito, della
vista, della capacità di comunicare o di apprendere, problemi comportamentali e
danni cerebrali, fino alla paralisi. Tra le complicazioni di natura non
neurologica possono esserci danni renali e alle ghiandole surrenali, con
conseguenti squilibri ormonali.





Trattamento

Il trattamento della meningite batterica si basa soprattutto sulla terapia
antibiotica. L’identificazione del batterio causante è importante sia per
orientare la terapia, sia per stabilire la necessità della profilassi dei
contatti.





Prevenzione e vaccinazione



In caso di meningite da meningococco e, in
misura minore, da Haemophilus influenzae b, i contatti stretti del malato
sono esposti al rischio di ammalarsi. Per tale ragione vengono sottoposti a
profilassi antibiotica e sorveglianza.



Oltre alla vaccinazione contro
Haemophilus influenzae

b
, che in Italia rientra tra quelle previste per tutti i nuovi nati,  sono
disponibili sul mercato anche i vaccini contro alcuni ceppi di pneumococco e
alcuni sierogruppi di meningococco, nello specifico A, C, Y e W 135, che però
forniscono una protezione di breve durata ai soli soggetti di età maggiore di 2
anni.



Non esistono ancora vaccini per prevenire
le meningiti da meningococco sierogruppo B, ma ci sono vaccini “coniugati”
contro il gruppo C, efficaci già nel primo anno di vita, che inducono una
protezione persistente. In alcuni Paesi ad elevata incidenza è stata introdotta
la vaccinazione per tutti i nuovi nati.


 



a
cura di Silvia Girotti





 



 


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Andrea De Priamo
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