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MOLLICONE E DE PRIAMO (PDL): «DOPO LO SCHIAFFO DI ANAGNI, QUELLO DI MARRAZZO FA CHIUDERE IL SAN GIACOMO»
Comunicato stampa

31/10/2008

COMUNICATO STAMPA



MOLLICONE E DE PRIAMO (PDL): «DOPO LO SCHIAFFO DI ANAGNI, QUELLO DI MARRAZZO FA CHIUDERE IL SAN GIACOMO»



«Quello che Marrazzo oggi spaccia come un provvedimento a tutela dell’ospedale, dopo l’approvazione della proposta di legge che destina permanentemente a uso pubblico il San Giacomo, in realtà è la pezza che il Governatore del Lazio ha dovuto mettere dopo la mobilitazione popolare e trasversale che da mesi è in atto per tutelare lo storico nosocomio romano. In sostanza, anche qualora Marrazzo non avesse approvato questa legge, la struttura non sarebbe potuta diventare nient’altro che un ospedale o avere un uso diverso da quello di pubblica utilità, come ad esempio un museo.
Per quanto riguarda l’occupazione ad opera di Action, riteniamo che sia inutile e strumentale, che metta a rischio l’enorme valore dei macchinari, delle strutture e degli arredi del San Giacomo, e dunque bene stanno facendo le forze dell’ordine nel provvedere allo sgombero di “professionisti del ramo” come Alzetta e soci. Occupazione ancora più grave visti gli sviluppi che vedono ferite persone assolutamente estranee all’azione, cui va la nostra piena solidarietà». Lo dichiarano i consiglieri comunali Pdl, Federico Mollicone e Andrea De Priamo.

«Noi siamo stati tra i primi - aggiungono - a partecipare ai presidi degli operatori e dei pazienti all’interno dell’ospedale nella fase iniziale, e consideriamo tuttora una follia chiudere un edificio con centinaia di anni di storia come il San Giacomo, aperto come penitenza dei Colonna per riparare allo schiaffo di Anagni, e costretto a chiudere dopo il ben più misero schiaffo di Marrazzo & company».
«E’ vergognoso – concludono i due consiglieri - che si approfitti dell’intelligenza dei romani per far credere che questa occupazione sia a difesa del nosocomio, e soprattutto non vogliamo che si ripeta quello che sta accadendo da tempo presso l’ospedale Regina Elena».



Roma, 31 ottobre 2008

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Andrea De Priamo
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