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AMBIENTE, SANTORI - DE PRIAMO: ORDINANZA SINDACO PRIMO PASSO PER ELIMINARE IL PUNTERUOLO ROSSO
Comunicato stampa

15/04/2010

COMUNICATO STAMPA





AMBIENTE, SANTORI - DE PRIAMO: "ORDINANZA SINDACO PRIMO PASSO PER ELIMINARE IL PUNTERUOLO ROSSO"





I presidenti delle commissioni sicurezza e ambiente: “Via al monitoraggio delle palme della città”





“Sulla questione del punteruolo rosso bene ha fatto il Sindaco di Roma a far scendere in campo non soltanto i giardinieri dell’amministrazione, che si occupano delle circa 4 mila palme nelle aree verdi cittadine, ma anche i vivaisti e i privati cittadini che ne possiedono esemplari nei terrazzi e nei giardini di casa”. Lo dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Santori, che di recente aveva presentato un’interrogazione sull’argomento al Sindaco Alemanno e all’assessore all’ambiente Fabio De Lillo e Andrea De Priamo, rispettivamente presidenti delle Commissioni Sicurezza e Ambiente del Comune di Roma, che richiamano l’attenzione sull’insetto infestante pericoloso, la cui presenza costituisce un rischio mortale per le palme, una delle specie vegetali ampiamente presenti in città.





“Un problema serio – proseguono gli esponenti del PdL - che da alcuni anni investe la città e ville storiche, come Villa Torlonia e Villa Sciarra, e al quale finalmente si cerca di porre argine attraverso una recente ordinanza del Sindaco, la n. 66 del 2 marzo 2010, che obbliga tutti coloro che possiedono palme all’interno del territorio comunale, a darne comunicazione al Servizio “Controllo Specie infestanti” del Dipartimento tutela ambientale”.





“Per la prima volta da quando il fenomeno ha cominciato a manifestarsi, circa cinque anni fa – spiega Augusto Santori, consigliere del Pdl al Municipio XV, che nei mesi scorsi aveva lanciato l’allarme sulla questione, siamo in presenza di un’ordinanza che, nel rispetto di un precedente decreto ministeriale del 2007, obbliga non solo l’amministrazione, ma anche i privati a controllare lo stato delle proprie piante, a rispettare modalità precise nello smaltimento delle foglie dopo le potature e gli abbattimenti e a segnalarne la presenza all’amministrazione, così da poter monitorare il fenomeno ed eliminare il problema.”





“Tutto questo avviene, evidentemente, in una prospettiva non esclusivamente di tutela ambientale, ma anche di tutela della incolumità pubblica. Le palme malate, infatti, possono crollare a terra all’improvviso creando danni e anche gravi incidenti” – concludono Fabrizio Santori e Andrea De Priamo.







Roma, 15 aprile 2010



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Andrea De Priamo
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